Nel contributo vengono presentate criticamente le prime monete di Carlo V d’Asburgo, imperatore dei Regni di Napoli, Sicilia e Sardegna tra il 1516 e il 1556. Con la consueta combinazione di elementi documentari, archeologici e numismatici, l’autrice ricostruisce i motivi storici e le date di introduzione di certi tipi di ritratto dell’imperatore nei suoi possedimenti italiani. Nel caso dei regni presi in esame, la produzione di moneta prima del 1530 ebbe qualche rilevanza solo a Napoli, mentre fu assente in Sardegna e Sicilia. Carlo V, fino a questa data, concentrò i suoi interessi politici soprattutto a nord di Roma e le monete riflettono precisamente questo dato di fatto storico. In Sicilia è solo negli anni immediatamente successivi che si affermano i suoi ritratti di tipi diversi sulle monete d’oro e d’argento. Tutta la produzione sia in Sicilia che a Napoli divenne però veramente importante solo dopo il 1530, cioè dopo che l’imperatore, una volta incoronato a Bologna e liberatosi dei problemi a settentrione, poté dedicarsi ai suoi territori meridionali, strategici nella lotta conto le invasioni turche.