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Eumene II trasfigurato in Eracle? Osservazioni su una statuetta dell'Antikenmuseum di Basilea

Автор Esaù Dozio
опубликовано в Quaderni Ticinesi, Том XXXVI (2007)
Ticino Notebooks
Страницы 135-156 (22 страницы)
Номер
N#
L219572
 

Аннотация

Un bella scultura in bronzo di età ellenistica conservata all’Antikenmuseum di Basilea, è invece il tema di Esaù Dozio, un giovane ricercatore ticinese, già curatore della mostra mendrisiense di quest’anno sulle più belle sculture dell’antichità e tuttora a Roma per un anno di ricerca. Si tratta di un Eracle con clava e pelle di leone e con i pomi delle Esperidi in mano, alto 63 cm e presentato in uno schema iconografico conosciuto (tav. I-II). L’interesse particolare risiede nella sproporzione delle membra allungate e del massiccio torace in contrapposizione alla testa minuta, che manca di vera connessione anatomica con il resto del corpo. In base ad una precisa analisi stilistica il Dozio mette in evidenza le forme chiaramente individualizzate del volto che fanno supporre un intento ritrattistico di fondo, combinato allo schema generale dell’Eracle a riposo. La combinazione tra mito e personalità reale è ben conosciuta in ambiente dinastico e i richiami iconografici al ritratto di Alessandro Magno presenti sul volto della statuetta basilese – in particolare l’anastolé e lo sguardo ispirato – invitano a cercare l’archetipo tra i sovrani ellenistici che si divisero lo sterminato regno del macedone. Esaminando le varie possibilità e in particolare facendo uso dei confronti con ritratti monetali, la cui legenda permette identificazioni più sicure (tav. IV,10), l’autore propone il sovrano attalida Eumene II. In effetti, la propaganda dei re di Pergamo riconduceva le origini della famiglia proprio a Eracle, come dimostrano anche altri gruppi scultorei monumentali. Inoltre, lo stesso tipo dell’Eracle basilese viene utilizzato su alcune monetazioni coeve di città o regni alleati alla dinastia pergamena in imprese militari e presentano l’eroe (e per trasposizione il sovrano) in veste di salvatore. Eumene II utilizza così un’iconografia preesistente legata all’aspetto soterico di Eracle, per sottolineare sia la sua discendenza che il suo essere continuatore delle imprese dell’eroe. E’ un’ottima proposta, secondo me ben fondata, e che farà certo discutere anche in futuro!

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